"La “vetrinizzazione” dell’esistenza non ha risparmiato neanche gli scrittori italiani. Come se non bastasse la passerella dei festival letterari, dove un pubblico svagato in cerca di mondanità insegue la shilouette dello scrittore per strappare l’autografo come un tempo facevano solo gli scolari delle medie coi giocatori di calcio, adesso è arrivato Facebook, ed è tutta una ressa per chi mette chiappe e agenda in Rete, per fare amicizie e stringere alleanze. Il mese scorso il mio amico Franz mi ha mandato l’invito e sono finito su Facebook. Ci sono rimasto una cosa tipo un giorno e mezzo, il tempo di vedermi arrivare offerte d’amicizia da qualche scrittore che è davvero amico mio, qualcuno che conosco appena e amici di amici. Poi ho guardato un po’ in giro il livello delle comunicazioni e ho annullato il mio profilo. Non è che mi consideri meglio di nessuno, ma questo è veramente raschiatura dal barile del narcisismo d’accatto."